Federazione Italiana Mercanti d'Arte

"Vergine del Latte" Olio su rame

Maestro veneto - Inizi del XVII secolo

"Vergine del Latte" (Virgo Lactans)
Olio su rame con lumeggiature in oro
Maestro veneto 
Inizi del XVII secolo
Rame cm. 14x18  
Cornice d'origine cm. 18x22
Cornice architettonica cm 40 x 70

Il dipinto è in ottime condizioni.

Questo piccolo gioiello dipinto ad olio su rame, eseguito in maniera finissima, raffigura la Vergine che regge il Bambino tra le braccia e gli porge il seno per allattarlo.
Il viso di profilo del Bambino è rivolto verso l'alto ed incrocia lo sguardo della Madre che abbassa gli occhi in un tenero contatto materno.
E' un soggetto particolarmente ricercato, di grande suggestione. e l' immagine è molto gradevole.

L'autore è un artista veneto del '600 influenzato dalla pittura fiamminga.
La lastra di rame, compresa la sottile cornice originale, è stata inserita in una magnifica edicola di linea marcatamente architettonica, creando l' effetto di una splendida pala d' altare in miniatura.
Oltre a dare risalto e importanza al dipinto, questo raro altarolo in legno dorato e argentato costituisce un notevole valore aggiunto, integrandosi perfettamente in una fusione di due opere d'arte venete della stessa epoca.

La Vergine del Latte, in latino "Virgo Lactans", è un’iconografia cristiana molto significativa nella pittura antica e di grande interesse per qualsiasi collezionista di opere d'Arte. Rientra nella cosiddetta “iconografia mariana”, ossia quella che racchiude in sé tutte le raffigurazioni sacre che vedono come protagonista la Vergine Maria.

Dalle origini molto antiche, provenienti dalla cultura orientale e inserite anche nell’ambito ortodosso, la rappresentazione della Madonna che allatta il Bambino ha subito numerose variazioni nel corso dei secoli, caricandosi di significati diversi a seconda del periodo e della cultura dei luoghi di appartenenza.
Proprio in Occidente la Madonna del Latte ha subito una modifica significativa, abbandonando le rappresentazioni stilizzate per abbracciare una maggiore naturalezza delle figure e delle pose. La figura non è più colta in modo frontale e ieratico, e con il Bambino si stabilisce un affettuoso gioco di sguardi, proprio come nell'opera in esame.

Il Concilio di Trento, iniziato nel 1543, con il decreto: "De invocatione, veneratione, et reliquiis sanctorum et sacris imaginibus" definì la posizione della Chiesa riguardo alle iconografie devozionali.

Tra gli scopi di questo decreto vi era il voler evitare immagini di natura sensuale o percepite come tali dalla morale dell'epoca.
La Riforma cattolica trentina annoverò tra queste immagini sconvenienti, che potevano fuorviare il fedele, le rappresentazioni di Maria a seno scoperto poiché accusate di distogliere i fedeli dalla preghiera.  
I vescovi ebbero il compito di valutare le immagini sacre e di decidere se queste dovessero essere ritoccate, oppure rimosse. Nella diocesi di Milano fu in particolare Carlo Borromeo a trovare sconvenienti tali raffigurazioni molto diffuse in Brianza, facendo provvedere in molti casi a coprirle con ridipinture. Le chiese intitolate alla "Madonna del latte" dovettero cambiare la denominazione.
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